RISCALDAMENTO:
LA SCELTA DELLA CALDAIA
Ormai
sono circa 10 milioni le famiglie che hanno scelto il riscaldamento individuale,
ma sono in continuo aumento.
Le caldaie che hanno la marcatura CE seguita dal numero 0051 sono state controllate
dall’IMQ per quanto riguarda il rispetto dei requisiti di sicurezza.
Sostanzialmente
vi sono tre tipi di caldaie:
Caldaia a camera aperta.
Chiamata
anche a "tiraggio naturale", questo tipo di caldaia preleva dall’ambiente,
attraverso una piccola apertura frontale, l’aria che serve per bruciare il
gas. I fumi della combustione, caldi e leggeri, vengono scaricati con tiraggio
naturale attraverso una canna fumaria verticale, che li convoglia in un camino
posto sul tetto, o con un condotto che li porta all'esterno. Nei nuovi impianti
questo tipo di caldaia deve essere collocato all'esterno
della casa o in appositi locali areati. Particolari modelli dotati
di sistemi di protezione dagli agenti atmosferici, possono essere collocati
sui balconi, anche al di fuori di armadietti o nicchie. E'
possibile istallare questo tipo di caldaia all'interno di un'abitazione solo
per sostituirne una dello stesso tipo, già istallata in precedenza.
Di solito, viene istallata in cucina. E' vietato collocarla in bagno e in
camera da letto. Oltre al collegamento dell'apparecchio alla canna fumaria,
è obbligatoria per legge un’apertura di ventilazione del locale per ripristinare
nell’ambiente il corretto livello di ossigeno ed espellere l’aria viziata.
Caldaia a camera stagna.
Chiamata
anche "a tiraggio forzato". In questo tipo la fiamma è completamente isolata
dall’ambiente e l’aria viene prelevata dall'esterno attraverso un doppio tubo
che serve a espellere l’aria inquinata interna. In questo caso, il tiraggio
è forzato da un piccolo ventilatore inserito nel circuito di combustione.
Le caldaie a camera stagna possono essere istallate
in qualsiasi locale, compreso il bagno e la camera da letto, in quanto
il prelievo e l’espulsione dell’aria avvengono all’esterno. Il loro costo
è maggiore rispetto ai modelli a camera aperta, ma hanno il vantaggio di essere
isolate dall’ambiente in cui vengono inserite.
Caldaia a condensazione.
Qui il calore dei gas combustibili, che nei modelli tradizionali
è espulso con i fumi di scarico, viene, invece, recuperato. Questo vapore
caldissimo è, infatti, condensato e riutilizzato nel processo di riscaldamento.
Le caldaie a condensazione consentono un notevole risparmio
energetico e producono un minore inquinamento.
Il loro costo è superiore del 30-40 per cento
rispetto alle caldaie tradizionali, ma viene ammortizzato in un arco di tempo
ridotto in quanto il loro rendimento è superiore, in media, del 10-15 per
cento. Essendo totalmente a tenuta stagna,
possono essere inserite in qualsiasi ambiente domestico, previa installazione
di un tubo di scarico dell’acqua di condensa.
Comunque,
osserva sempre l'IMQ, nella scelta della caldaia la prima cosa da chiedersi
è se deve servire solo al riscaldamento oppure anche per produrre acqua calda.
In quest’ultimo caso, si deve ricorrere ad apparecchi di tipo combinato che
presentano, a loro volta, due diversi tipi di soluzioni: la produzione istantanea
e quella ad accumulo. Nel primo caso, aprendo il rubinetto, la caldaia si
accende e inizia a riscaldare l’acqua. Nel secondo caso, viene riscaldata
l’acqua di un serbatoio (boiler) che contiene, mediamente, da 60 a 200 litri.
Per andare a regime, è sufficiente circa un quarto d’ora.
Nelle
abitazioni dove le necessità sono elevate
(vari bagni che funzionano contemporaneamente, vasca idromassaggio, ecc.),
sono consigliabili le caldaie ad accumulo, che garantiscono un flusso d’acqua
abbondante, seppur limitato alla capacità del serbatoio.
Per
quanto concerne l’installazione, le caldaie possono essere di due tipi: quelle
normali possono essere istallate ovunque in quanto si montano sulla parete
allo stesso modo dei mobili pensili e rappresentano la scelta migliore per
un appartamento di pochi locali; quelle a basamento si installano invece sul
pavimento, hanno una potenza più elevata della media e consentono una maggior
produzione di acqua. Sono indicate per abitazioni medio-grandi o per villette.
I modelli più recenti sono dotati di particolari dispositivi di grande utilità.
Il cronotermostato, ad esempio, consente di variare la temperatura
della casa e di fissare in anticipo la durata del riscaldamento, in quanto
avvia o interrompe il funzionamento della caldaia a seconda dei tempi e delle
temperature desiderati. E' molto utile anche per la seconda casa: si può regolare
in modo che il riscaldamento sia basso durante la settimana e più alto nel
week-end. Anche il controllo della fiamma può avvenire tramite un dispositivo
elettronico che interrompe l’afflusso del gas, se la fiamma dovesse spegnersi
accidentalmente.
Infine, occorre ricordare che, in base al DPR n. 412/1993, ogni due anni bisogna
chiamare una ditta abilitata (generalmente si fa un contratto con la ditta
installatrice) per verificare il rendimento di combustione e il tiraggio della
caldaia, la quale è accompagnata anche da un "libretto di impianto" ove vanno
segnate ogni anno le operazioni di manutenzione ordinaria, ovvero pulizia
delle parti interne, controllo del funzionamento, rilevazione di eventuali
fughe, eccetera.
Detrazione
del 55% per il risparmio energerico, anche per le caldaie non a condensazione.
Prosegue
in Commissione Bilancio della Camera l’esame del disegno di legge Finanziaria
2008. Nella seduta del 4 dicembre scorso sono stati approvati i primi emendamenti
al testo in discussione.
Tra questi vi è l’applicazione della detrazione del
55% anche alle “spese sostenute per la sostituzione intera o parziale dell'impianto
di climatizzazione invernale non a condensazione, entro il 31 dicembre 2009”.
(fonte Edilportale)
